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I colori si possono registrare e si parla infatti di  marchi di colore, Ci sono alcune differenze legislative tra Italia, Europa e Stati Uniti, ma il concetto generale è che una società può chiedere di registrare il colore che fa parte del suo logo o della sua scritta, o che è parte rilevante dei suoi prodotti, Per hogan basse esempio Tiffany’s, società che esiste dal 1837, ha il suo numero Pantone, che è il 1837, Il marchio è stato registrato però solo nel 1998 e il colore si chiama Tiffany Blue..

Il colore è una parte importante nell’identità e nella riconoscibilità di una marca: basti pensare all’arancione Hermès, al giallo Fendi, al marrone Vuitton, al beige Burberry o al bianco e nero di Chanel, I colori si moltiplicano poi sugli imballaggi, sulle scatole, sui sacchetti, negli arredamenti dei negozi e così via, E spesso hanno una storia : negli anni Quaranta, ad esempio, il nipote del fondatore della maison francese Hermès dovette fare i conti con hogan basse una carenza di scatole marroni durante la seconda guerra mondiale, che fino ad allora erano state usate per confezionare i prodotti, Si riuscirono a reperire solo dei cartoni color arancione, più positivo e dinamico, che da quel momento venne associato all’identità dell’azienda, Altri marchi usano invece una combinazione di colori, come il rosso e il bianco della Coca-Cola o il blu e il bianco della Nivea, E chi li imita non esita a utilizzare, in modo appena camuffato, proprio quegli stessi codici di colore..

Anche nel mondo dell’arte ci sono casi simili, come quando nel 2016 l’artista inglese di origine indiana Anish Kapoor comprò i diritti esclusivi di un colore che non aveva creato: il vantablack, definito “il nero più nero del mondo”, C’era un precedente nella storia dell’arte, ma le circostanze erano diverse: verso la metà degli anni Cinquanta (e dopo anni di ricerca) l’artista francese Yves Klein creò un particolare blu, l’International Klein hogan basse Blue, che utilizzò soprattutto dal 1957 e che brevettò nel 1960, La decisione di vendere in esclusiva un colore a Anish Kapoor venne molto criticata e Stuart Semple, artista britannico specializzato nella realizzazione di grandi dipinti su tela e di opere d’arte pubblica di grandi dimensioni, in risposta al “nero più nero” inventò il “rosa più rosa” del mondo decidendo che potevano acquistarlo e usarlo tutti tranne Kapoor (tra i due artisti vi fu anche un divertente scambio su Instagram )..

Il caso di Loboutin è però diverso: non si parla infatti di un colore specifico, ma dell’associazione di quel colore a una particolare forma. E in merito ci sono state nel tempo delle sentenze contrastanti. Nel 2012 Louboutin aveva vinto una controversia simile a quella in corso con la società olandese davanti a un tribunale di New York, contro Yves Saint Laurent. In quel caso, il giudice stabilì che la suola rossa quando è applicata a una scarpa di colore diverso identifica e distingue Louboutin ed è perciò un simbolo che può essere protetto da copyright. La suola rossa poteva essere utilizzata, ma su una scarpa tutta rossa. L’anno prima, stavolta in Francia e contro Zara, Louboutin aveva invece  perso in appello.

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Lo stilista Karl Lagerfeld ha presentato la prossima collezione tra querce e foglie gialle, con Kaia Gerber in passerella e Carla Bruni in prima fila Comprende 13 milioni di persone con rapporti di parentela, copre 5 secoli di storia e può insegnarci molto su come sono cambiate le nostre società Fabbricare un paio di pantaloni sarà più veloce ed economico, e soprattutto meno pericoloso per la salute dei lavoratori

Con la Settimana della moda di Parigi si è concluso, martedìm 6 marzo, uno dei principali appuntamenti della moda mondiale, quando i marchi più importanti hanno presentato, a New York, Londra, Milano e infine Parigi, le loro collezioni per l’autunno-inverno 2018/2019, Quella francese è la Settimana più lunga – era iniziata il 26 febbraio – prestigiosa e presenziata di tutte, con giornalisti, clienti, celebrità e buyer internazionali, tanto che sempre più aziende americane la preferiscono a quella di New York: quest’anno lo hanno fatto per esempio Thom Browne e Altuzarra, Tra i circa 100 marchi presenti, ci sono stati esordienti come Marine Serre, che ha vinto l’importante premio LVMH, ritorni come Poiret, i soliti classici – Dior, Valentino, che pur essendo italiano sfila a Parigi, Saint Laurent, Balmain, Chanel e Louis Vuitton – e un grande assente, Céline, che ha saltato un giro dopo le dimissioni hogan basse dell’ apprezzata direttrice creativa Phoebe Philo e in attesa che lo stilista Hedi Slimane, che ne ha preso il posto, disegni la prossima collezione..

È difficile trovare una cifra comune a così tante collezioni, ricche, variegate e disegnate da stilisti di carattere e diversi tra loro: c’è stato un generale ritorno agli anni Ottanta, come in Saint Laurent e in Louis Vuitton, e come si era già visto a New York con Marc Jacobs ; la ricerca sperimentale di nuove linee e tessuti, come nella Maison Margiela dello stilista John Galliano; e una generale attenzione, anche sulla scia di una rinascita femminista, nel proporre capi e accessori che facciano sentire chi li indossa più forte, hogan basse bella, sicura di sé..