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Nel frattempo i giornali si stanno chiedendo il perché di un così alto numero nike air jordan retro di licenziamenti di direttori creativi, Sul New York Times Vanessa Friedman l’ha definita una tendenza  «insidiosa e potenzialmente distruttiva», Friedman dice che tra le grandi case di moda si tende a “noleggiare” gli stilisti e a scaricarli quando le cose non vanno bene, trasformando così quello che dovrebbe essere considerato «un matrimonio» in un «mero accordo contrattuale» che nuoce sia alle aziende che ai creativi..

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È tedesco di origini nike air jordan retro georgiane, ha 34 anni ed esperienza da Margiela e Louis Vuitton, ma anche un suo marchio, e sostituirà Alexander Wang Dietro agli smoking e ai maglioni dolce vita di 007 c'è tutto un business, racconta il Financial Times.

Martedì Jeff Yurcisin, il vice-presidente di Amazon Fashion,  ha detto a un convegno organizzato dalla rivista di moda Women’s Wear Daily (WWD) che Amazon sta pensando di lanciare una propria linea di abbigliamento. Yurcisin ha spiegato che la sezione di moda del sito ha già 40 milioni di clienti e una considerevole richiesta di prodotti di abbigliamento. Molte case di moda non vogliono vendere i loro prodotti su Amazon – «preoccupati di venire associati a un sito visto più come un servizio che una boutique»  come scriveva già a luglio Katherine Rosman sul New York Times – ma le persone desiderano comunque comprare online i loro prodotti. Amazon sta quindi pensando di mettersi in proprio per soddisfare le richieste di questa fetta di mercato, anche se al momento non ha specificato molti altri dettagli.

Amazon sta investendo nel campo della moda – spiega il sito Business of Fashion – già da qualche anno: nel 2006 aveva acquistato Shopbop, un rivenditore online di vestiti che ora fa parte della sezione Amazon Fashion; nel 2009 aveva acquisito per 850 milioni di dollari il negozio, sempre online, di scarpe Zappos ; nel 2011 aveva lanciato MyHabit che vende abiti con sconti notevoli, Amazon ha anche sponsorizzato eventi di alta moda, come nike air jordan retro il Met Ball, la serata di gala di beneficenza organizzata dal Metropolitan Museum di New York, del 2012, In ogni caso oggi l’azienda è riuscita ad attirare marche conosciute come Calvin Klein, Levi’s, Nike, New Balance, PUMA, Steve Madden, Tommy Hilfiger, Adidas, Hugo Boss, New Look e Armani, tra gli altri..

Nonostante questi sforzi, spiega Quartz, molte persone continuano a comprare su Amazon soprattutto libri e prodotti tecnologici, associandola all’idea di risparmio e convenienza piuttosto che a quella di cura ed eleganza: per questo motivo alcune case di moda – soprattutto quelle più lussuose e costose – non vogliono vendere i loro prodotti sul sito. Produrre una propria linea di abbigliamento potrebbe portare ad Amazon numerosi vantaggi: spedire un libro o un paio di pantaloni costa uguale, ma i pantaloni, sono tendenzialmente più cari e hanno un margine di profitto più alto, che sarebbe ulteriormente aumentato controllando direttamente i costi di produzione. Secondo un’ analisi della società finanziaria Nomura, rivendere articoli di moda prodotti da altri comporta margini di profitto del 30-40 per cento; vendendo i propri prodotti si può guadagnare fino al 55-65 per cento.

Inoltre producendo una linea di abiti, Amazon potrebbe incrementare ulteriormente le sue vendite di vestiti, Stando a una recente indagine dell’azienda finanziaria Cowen and Company, nel 2017 Amazon sorpasserà Macy’s, probabilmente la più famosa catena di distribuzione di abbigliamento e accessori degli Stati Uniti, e diventerà il primo venditore di abbigliamento del paese, Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché nike air jordan retro ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo..

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